Fuori la guerra dalla spesa

Il Centro Nuovo Modello di Sviluppo, tra i fondatori della Rete Lilliput e diretto da Francuccio Gesualdi, autore della Guida al Consumo Critico edita dalla EMI, rende nota una lista di prodotti, statunitensi e non, da boicottare per fermare la guerra all'Iraq.

Per Francuccio Gesualdi, "non possiamo essere complici di questa guerra, noi cittadini/consumatori possiamo usare l'arma potente e pacifica del boicottaggio. Il responsabile ultimo della guerra all'Iraq è George W. Bush perché è lui che ha impartito l'ordine d'attacco. Ma Bush sa che da solo non andrebbe da nessuna parte. Per portare avanti i suoi folli progetti, infatti, ha bisogno di denaro e consenso. Dunque se vogliamo indebolire Bush, dobbiamo colpire chi lo finanzia".

Un mezzo per ottenere questo risultato è il boicottaggio delle imprese americane che hanno contribuito alla campagna elettorale di Bush e/o che forniscono beni all'esercito americano. "Per una maggiore efficacia di azione - prosegue Gesualdi - consigliamo di concentrare il boicottaggio sui seguenti prodotti chiave, oltre che sostenere il boicottaggio contro la Esso [www.greenpeace.it/stopesso]".

Ecco la lista, redatta dal Centro Nuovo Modello di Sviluppo, realizzata sulla base delle informazioni raccolte nell'ambito dell'aggiornamento della Guida al Consumo Critico ed. 2003.

Sottilette Kraft – latticini - Altria
Liebig - maionese e salse varie - Campbell
Coca Cola – bibite – Coca Cola
Soflan - detersivo – Colgate Palmolive
Del Monte – banane – Fresh Del Monte
Dole – banane - Dole
Tenderly - carta assorbente – Georgia Pacific
Mare Blu - tonno e sardine - Heinz
Carefree - assorbenti e tamponi – Johnson & Johnson
Anitra WC – detersivo – Johnson Wax
Kellogg's - cereali prima colazione - Kellogg
Scottex - carta assorbente – Kimberly - Clark
M&M's – cioccolatini - Mars
Gatorade - bevanda dietetica – Pepsi Cola
Linex - assorbenti e tamponi – Procter & Gamble
Badedas - bagnoschiuma e shampoo – Sara Lee